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Il consolidamento del carico all’interno di un’unità di trasporto intermodale richiede un approccio rigoroso, volto a prevenire spostamenti dinamici causati dalle accelerazioni longitudinali, trasversali e verticali tipiche del trasporto multimodale oltre alla gestione del micro-clima interno. La nostra metodologia si articola sull’interazione di quattro fattori critici:
1. aumento dell’attrito. La base di ogni sistema di fissaggio è l’ottimizzazione del coefficiente di attrito tra la superficie di carico e il piano di carico. L’impiego di tappetini fermacarico è fondamentale per incrementare la resistenza allo scivolamento, minimizzando l’energia cinetica che i dispositivi di bloccaggio devono assorbire durante il transito.
2. saturazione dei vuoti interspaziali. Per prevenire l’effetto “domino” e le sollecitazioni da impatto, è necessario saturare i vuoti tra i colli mediante sacchi gonfiabili. Questi dispositivi agiscono come elementi elastici di assorbimento:
nota tecnica di sicurezza: Il posizionamento deve avvenire esclusivamente negli spazi interni tra la merce. È tassativamente sconsigliato l’utilizzo di sacchi gonfiabili in prossimità del portellone del container. In caso di traslazione del carico, la pressione esercitata sul sacco comporterebbe una condizione di instabilità strutturale contro i portelloni; in fase di apertura, il rilascio incontrollato della spinta meccanica generata dal carico rappresenta un rischio grave per l’incolumità dell’operatore.
3. contenimento strutturale terminale. Laddove i sistemi di riempimento non trovano applicazione (ovvero l’interfaccia carico-portellone), è necessario installare dispositivi di ritenuta meccanica. Le cinghie di contenimento pre-confezionate (2P/4P) costituiscono la barriera strutturale finale, progettata per contrastare le spinte dirette e garantire che il carico sia stabilizzato in modo sicuro durante l’apertura del container
4. controllo igrometrico. La gestione del microclima interno è determinante per prevenire il degrado qualitativo delle merci. Le fluttuazioni termiche durante il trasporto intermodale favoriscono la formazione di condensa (il fenomeno noto come container rain), con conseguenti rischi di corrosione, proliferazione di muffe e cedimento strutturale degli imballaggi. L’impiego di essiccanti industriali ad alta capacità (basati su miscele di sali igroscopici) permette di ridurre l’umidità relativa interna al di sotto della soglia critica di rugiada. Questi sistemi, installati lungo le pareti del container, bloccano il vapore acqueo sotto forma di gel, proteggendo efficacemente carichi sensibili quali elettronica, prodotti tessili, alimentari e manufatti metallici per l’intera durata del transito.

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